Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

IL LAGO TRASIMENO E DINTORNI
Frate Giovanni da Pian del Carpine
Chiesa di San Francesco all’Isola Maggiore
Convento francescano di Passignano sul Trasimeno
Convento francescano di Cetona
Chiesa di San Francesco di Città della Pieve
Convento di San Bartolomeo di Cibòttola
IL LAGO TRASIMENO E DINTORNI

IL LAGO TRASIMENO
E DINTORNI

 
FRATE GIOVANNI DA PIAN DEL CARPINE

A circa 20 chilometri da Perugia, sulle rive del lago Trasimeno, è la splendida Magione, di cui si scorge la quattrocentesca Badia o Castello dei Cavalieri di Malta (detta anche “Maison”, da cui ebbe origine il nome al paese).

Forse su questo angolo di pianura, dove la strada da Perugia, girando attorno al lago, si biforca per Siena e per Firenze, avvenne il noto episodio narrato nel cap. XI dei Fioretti: San Francesco cammina preceduto da frate Masseo; giunti al trivio, frate Masseo aspetta l’indicazione per la strada da prendere; Francesco lo fa girare su se stesso come una trottola, finché cade a terra per vertigine. «Dove hai rivolta la faccia?», do­manda San Francesco. L’altro risponde: «Verso Siena». «Allora, andiamo a Siena, nel nome di Dio».

La “Franceschina” precisa (vol. II, p. 74) che il «tribbio de vie» era « circa tre miglia da longa da la ciptà de Peroscia in verso lo Laco».

Magione appare dal sec. XVI in poi, in sostituzione o insieme al nome primitivo del paese: Pian di Carpine (si trova anche: Ma­gione di Pian di Carpine).

Questa è dunque la patria del famoso frate Giovanni da Pian di Carpine, che molto prima di Marco Polo rivelò all’Europa i segreti dell’Oriente e, prima del “Milione”, scrisse la “Historia Mongalorum” (o “Storia dei Mongoli”).

Frate Giovanni fu ricevuto all’Ordine alla Porziuncola da San Francesco, intorno al 1215, forse dopo averlo incontrato in una sosta presso l’ “hospitale” di Pian di Carpine. Nel 1221, fu inviato missionario in Germania; nel 1228 era Ministro provinciale a Co­lonia. Diffonderà l’Ordine, oltre che in Germania, anche in Spagna, Polonia, Boemia. Nel 1245, fu inviato dal papa Innocenzo IV presso il Gran Khan dei Tartari. Con un lunghissimo e penoso viaggio da Lione a Karakorum, giunse all’Orda d’Oro, consegnò le lettere pontificie al Gran Khan Guyuk, successore di Gengis Khan, e nel 1247 tornò in patria. Morì vescovo di Antivari nel Montenegro, nel 1252. Prima di morire, lasciò manoscritta la storia del suo viaggio, dei costumi dei Mongoli e Tartari e della sua ambasciata, nel libro “Storia dei Mongoli”.


Frate Giovanni da Pian del Carpine e lettera del Gran Khan Guyuk consegnata allo stesso, per essere data a papa Innocenzo IV

Nei pressi del Trasimeno, tra le colline a sud-est, c'è anche Gaiche, patria del beato Leopoldo (1732-1815), di cui è stato parlato nel trattare il Santuario di Monteluco di Spoleto. Il convento presso il quale si presentò il giovane beato Leopoldo nel 1750, per essere ricevuto all’Ordine, era a Cibòttola, a qualche chilometro da Gaiche. In mezzo alla selva, sorgeva il romitaggio dedicato a San Bartolomeo, allora sede del noviziato, e oggi disabitato e semidistrutto. Risaliva ai primi tempi del francescanesimo, ed è tradizione che vi abitassero San Francesco, Sant'Antonio, San Bonaventura ed il beato Egidio d'Assisi. Anzi, le antiche cronache francescane dei secoli XIV-XV narrano che qui frate Masseo impetrò dal Signore la virtù dell'umiltà, dopo aver protestato che in cambio avrebbe dato perfino gli occhi (La Franceschina, II, p. 78). Altro episodio di frate Masseo a Cibòttola è la raccomandazione ad un confratello di scorgere sempre il bene negli altri, per poter diventare buono.


Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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